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Contenuti
1 - STORIA - d) Attualità
I PACS in Italia
Da circa un anno sono in discussione in sedi istituzionali diverse proposte di legge per introdurre anche in Italia l’istituto del PACS (Patto Civile di Solidarietà) sull’esempio dell’analogo provvedimento introdotto in Francia, definito dalla Conferenza Episcopale Francese nel 1998 "una legge inutile e dannosa". Si tratta di contratti per regolare rapporti di convivenza etero e omosessuali, anche saltuari, per fare in modo che si avvicinino o sostituiscano il matrimonio sotto il profilo della tutela giuridica.
Le proposte di legge
Nonostante per anni, forse decenni, la cultura laicista italiana abbia criticato il matrimonio con lo slogan "non c’è bisogno di un pezzo di carta per volersi bene", ora gli attivisti gay considerano una forma di discriminazione il fatto che un uomo e una donna si possano sposare, mentre le unioni omosessuali non godono di nessuna forma di "tutela e garanzia". Seguendo una strategia illustrata nel manuale After the ball, i propositori di questi progetti di legge dichiarano che non vogliono attaccare l’istituto matrimoniale, ma combattere una ingiustizia: "Noi non stiamo combattendo per sradicare la Famiglia: stiamo combattendo per il diritto a essere Famiglia" (Kirk e Madsen, p. 380). Per confermare questo ideale disinteressato, affermano che il PACS non avvantaggerebbe solamente gli omosessuali, ma anche coppie di fatto, amici o persone che, "faticando a tirare la fine del mese", potrebbero sostenersi a vicenda dal punto di vista economico. In particolare, il Patto Civile di Solidarietà farebbe in modo che alle convivenze regolate da questo tipo di contratto siano riconosciuti alcuni dei diritti tipici del matrimonio (diritti di successione, comunione dei beni, assistenza sanitaria, poteri di richiesta di interdizione, poteri decisionali in caso di malattia, esoneri ed agevolazioni relativi al servizio militare…) con una estrema facilità nello scioglimento del patto.
Motivazioni pretestuose
Le motivazioni addotte per l’introduzione dei PACS in Italia appaiono decisamente pretestuose: in Italia, infatti, sono già presenti diverse leggi che regolamentano adeguatamente le coppie di fatto, ad esempio tutto l’insieme delle norme del diritto privato; la legge 6/2004 per l’assistenza ospedaliera; la possibile costituzione di polizze assicurative o scritture private presso un notaio per le questioni economiche ed ereditarie.
Il vero scopo della proposta di legge
Lo scopo a cui mirano i fautori di queste proposte di legge non consiste nel semplice voler assicurare "una qualche minimale forma di tutela necessaria a salvaguardare gli interessati dai possibili effetti esistenziali catastrofici di eventi impreveduti", ma implica una filosofia di vita che produce dapprima una normalizzazione dell’omosessualità, e poi un riconoscimento sociale al rapporto omosessuale, il quale a sua volta comporta, in un futuro più o meno vicino, il "matrimonio" per gli omosessuali, e persino l'adozione. Come troviamo scritto nel volume edito da Feltrinelli, Il movimento gay in Italia, "[…] il punto vero è che le unioni civili sono un obiettivo simbolico formidabile. Rappresentano infatti la legittimazione dell’identità gay e lesbica attraverso una battaglia di libertà come quelle sul divorzio o sull’aborto, che dispone di argomenti semplici e convincenti: primo fra tutti la proclamazione di un modello normativo di omosessualità risolto e rassicurante. Con la torta nel forno e le tendine alle finestre, come l’ha definito una voce maligna. Il messaggio è più o meno il seguente: i gay non sono individui soli, meschini e nevrotici, ma persone splendide, affidabili ed equilibrate, tanto responsabili da desiderare di mettere su famiglia. Con questo look “affettivo” non esente da rischi di perbenismo si fa appello ai sentimenti più profondi della nazione e si vede a portata di mano il traguardo della normalità" (Rossi Barilli, p. 212).
La voce del Magistero
La Congregazione per la Dottrina della Fede, il 3 giugno 2003 ha emanato un documento intitolato Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali, approvato dal papa Giovanni Paolo II che ne ha ordinato la pubblicazione. In questo documento si dichiara espressamente che "la Chiesa insegna che il rispetto verso le persone omosessuali non può portare in nessun modo all'approvazione del comportamento omosessuale oppure al riconoscimento legale delle unioni omosessuali. Il bene comune esige che le leggi riconoscano, favoriscano e proteggano l'unione matrimoniale come base della famiglia, cellula primaria della società. Riconoscere legalmente le unioni omosessuali oppure equipararle al matrimonio, significherebbe non soltanto approvare un comportamento deviante, con la conseguenza di renderlo un modello nella società attuale, ma anche offuscare valori fondamentali che appartengono al patrimonio comune dell'umanità".
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