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3 - CHIESA - b) Magistero

Il Magistero della Chiesa cattolica ha più volte dedicato la sua attenzione al problema dell'omosessualità. L'argomento è stato accostato da diversi punti di vista che sono poi sfociati in dichiarazioni, lettere, interventi ufficiali che fanno sostanzialmente riferimento a tre ambiti: la Congregazione per la Dottrina della Fede, il Pontificio Consiglio della Famiglia e la Congregazione per l'Educazione Cattolica. Ai tre organismi si aggiungono gli interventi diretti di Giovanni Paolo II in alcune allocuzioni rivolte ai fedeli nell'appuntamento festivo dell'Angelus. Non è possibile in questa sede approfondire ogni intervento, ma possiamo dire che il Magistero della Chiesa evidenzia tre ambiti prioritari di riflessione: la definizione dell'omosessualità, la vigilanza di fronte ad alcune devianti letture, la messa a fuoco di alcuni orientamenti pastorali.

L'omosessualità secondo il Magistero

In primo luogo, va detto che la Chiesa rifiuta di “etichettare” in modo riduttivo la persona esclusivamente a partire dal suo orientamento sessuale: prima di essere “eterosessuale”, ogni uomo è creatura e, per grazia, figlio di Dio ed erede della vita eterna. Il che conferisce a tutti una grande dignità al cospetto di Dio e del prossimo. La Chiesa è però anche cosciente che, in profondità, ogni persona è segnata da quella debolezza che è conseguenza del peccato originale e che può sfociare nella perdita del senso di Dio e dell'uomo e avere ripercussioni nella sfera della sessualità.
Per quanto concerne l'omosessualità, il Magistero invita a distinguere la tendenza omosessuale dagli atti e dal comportamento omosessuale, chiarendo che la tendenza non è in sé peccato e richiede da parte dei pastori e dei formatori un accompagnamento prudente e saggio. L'inclinazione omosessuale va piuttosto considerata come una tendenza oggettivamente disordinata. Tale elemento di disordine può dipendere da circostanze che riducono enormemente la colpevolezza del singolo, ma anche da scelte sbagliate che possono accrescerla.
La Chiesa, infine, proprio in nome della sua attenzione all'uomo, rifiuta di leggere la tendenza omosessuale come il risultato di una scelta non deliberata, come se la persona non abbia alternative, sottolineando che anche nelle persone con tendenza omosessuale deve essere riconosciuta quella libertà fondamentale che caratterizza la persona umana e le conferisce la sua particolare dignità.
Potremmo sintetizzare l'atteggiamento della Chiesa cattolica in questi termini: da un lato il rispetto e l'attenzione alla persona che sperimenta la tendenza e la pulsione omosessuale, dall'altro la disapprovazione del comportamento e degli atti omosessuali.

Elementi di vigilanza

La delicatezza del problema e il modo in cui viene affrontato all'interno e all'esterno della comunità ecclesiale ha spinto il Magistero a indicare con chiarezza alcune posizioni ambigue che potrebbero disorientare la riflessione dei fedeli e ostacolare una saggia attenzione pastorale. Passando in rassegna i diversi interventi, emergono almeno otto punti di vigilanza.
· Il diffuso luogo comune che la tendenza omosessuale sia una tendenza innata. Anche quando tale tendenza si rivela profondamente radicata, le cause possono essere le più diverse, ma la persona mantiene la sua libertà di fondo. Nessuno l'ha “creata così”.
· L'insidioso affermarsi di una certa ideologia di gender, secondo la quale l'essere uomo o donna non sarebbe determinato fondamentalmente dal sesso, bensì della cultura. Tale ideologia attacca non solo l'identità della creatura umana, ma anche le fondamenta stesse della famiglia e delle relazioni interpersonali. Secondo tale lettura, ogni azione sessuale sarebbe giustificabile, inclusa l'omosessualità, e spetterebbe alla società cambiare per fare posto, oltre a quello maschile e femminile, ad altri generi nella configurazione della vita sociale.
· Il fraintendimento dell'insegnamento della Chiesa sull'etica del matrimonio e della famiglia. Le indicazioni del Magistero vengono equivocate, come se la comunità cristiana volesse imporre a tutta la società una prospettiva di fede valida solo per i credenti. In tal modo, il matrimonio quale unione stabile di un uomo e una donna che si impegnano al dono reciproco di sé e si aprono alla generazione della vita, viene presentato solo come un valore cristiano, mentre il suo valore è qualcosa di insito alla creazione stessa. Smarrire tale verità non è un problema per i soli credenti, ma un pericolo per l'intera umanità. Dietro tale prospettiva si nasconde, evidentemente, una falsa concezione della libertà, che pretende di sottrarsi a ogni limite etico e di riformulare a proprio arbitrio i dati più evidenti della natura.
· La strategia della discriminazione che consiste nell'affermare, con toni di protesta, che qualsiasi critica o riserva nei confronti dell'omosessualità, degli atti omosessuali e dello stile- di-vita-gay, è semplicemente una forma di ingiusta discriminazione.
· Una nuova esegesi della Sacra Scrittura secondo la quale la Bibbia o non avrebbe niente da dire sul problema dell'omosessualità, o addirittura ne darebbe in qualche modo una tacita approvazione, oppure offrirebbe prescrizioni morali così culturalmente e storicamente condizionate che non potrebbero più essere applicate alla vita contemporanea, opinioni che vengono definite “gravemente erronee e fuorvianti”.
· La crescente pressione che, anche all'interno della Chiesa, tenta di legittimare gli atti omosessuali. Tale pressione giunge da gruppi con diversi nomi e di diversa ampiezza, che tentano di accreditarsi quali rappresentanti di tutte le persone omosessuali cattoliche. Essi tentano di raccogliere sotto l'egida del Cristianesimo persone omosessuali che non hanno alcuna intenzione di abbandonare il loro comportamento omosessuale. Va, in tal senso, segnalato che alcuni di questi gruppi si qualificano come cattolici, in certi casi sono anche animati da sacerdoti, ma di fatto non riconoscono l'insegnamento del Magistero e, a volte, lo attaccano apertamente.
· Tale pressione si traduce sempre più in programmi, dichiarazioni pubbliche, trasmissioni televisive, cinematografiche e pubblicazioni dalle quali traspare una calcolata ambiguità, attraverso cui fuorviare i pastori e i fedeli.
· Un punto particolarmente delicato concerne l'ambito educativo. La Chiesa invita ad avere una particolare vigilanza ai possibili agganci che tali gruppi tentano di stabilire sia con le comunità ecclesiali sia con le scuole e gli istituti cattolici di studi superiori. Il fatto che alcuni di questi programmi godano di prestigiose sovvenzioni non deve portare a una loro accettazione passiva, senza alcun spirito critico.
Il Magistero della Chiesa, pur esprimendosi con chiarezza e senso di responsabilità, non si limita a evidenziare i punti di vigilanza, ma suggerisce anche concrete indicazioni pastorali al fine di prendersi cura delle persone con tendenza omosessuale.

Le indicazioni pastorali

Una delle dimensioni essenziali di una autentica cura pastorale è l'identificazione delle cause che hanno portato nella persona un elemento di disordine. A tal fine, la Chiesa chiede ai suoi ministri uno studio attento, un impegno concreto e una riflessione onesta e teologicamente equilibrata sulla questione. L'attenzione è rivolta soprattutto ai molti che non si sentono rappresentati dai movimenti pro-omosessuali e che potrebbero essere fuorviati dalla loro ingannevole propaganda.
Anche la famiglia e gli educatori sono invitati a cercare di individuare i fattori che spingono verso l'omosessualità, valutando se si tratti di fattori fisiologici o psicologici, se essa sia il risultato di una falsa educazione o della mancanza di una evoluzione sessuale normale, se provenga da abitudine contratta o da cattivi esempi... Nel ricercare le cause di questo disordine, la famiglia e l'educatore sono esortati a valorizzare il contributo delle scienze psicologiche, sociologiche e mediche, in modo da valutare con attenzione elementi di ordine diverso: mancanza di affetto, immaturità, impulsi ossessivi, seduzioni, isolamento sociale, depravazione dei costumi, licenziosità di spettacoli e pubblicazioni.
Cercate e comprese le cause, occorre favorire un processo di crescita integrale, accogliendo con comprensione, creando un clima di fiducia, incoraggiando la liberazione dell'individuo e il suo progresso nel dominio di sé, promuovendo un autentico sforzo morale verso la conversione all'amore di Dio e del prossimo e suggerendo, se necessaria, l'assistenza medico-psicologica da parte di persone attente e rispettose dell'insegnamento della Chiesa. In molti casi, specialmente quando la pratica di atti omosessuali non si è strutturata, è possibile giovarsi positivamente di un'appropriata terapia.
In questo contesto, diventano fondamentali appropriati programmi di catechesi, fondati sulla verità riguardante la sessualità umana, nella sua relazione con la vita della famiglia... Gli stessi Vescovi sono esortati a promuovere e sostenere una corretta informazione e formazione nell'ambito delle rispettive diocesi.
In sintesi, il percorso tracciato per aiutare le persone con tendenza omosessuale si propone di abbracciare i diversi livelli della vita: spirituale, mediante la preghiera, i sacramenti e l'accompagnamento spirituale; relazionale, attraverso l'accoglienza, il consiglio e l'aiuto di fratelli e sorelle generosi e liberi; umano, mediante una corretta informazione e un eventuale programma di accompagnamento psicologico.


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